Lino Costa
Hypnotic Trio

Minianimali

Lino Costa è un chitarrista che ha iniziato con il jazz, per dedicarsi in seguito al pop con la militanza nel gruppo "Tinturia" e la collaborazione con Ivan Segreto. Attraverso Minianimali il musicista ritorna in un certo senso alle origini, mettendo a punto un album fondamentalmente jazzistico, pur con tutte le contaminazioni del caso. Si ascoltano, infatti, riferimenti al reggae come in "Two world dance", rimandi al tango come in "Tangolino", richiami al funky come in "The elephant jump" o al latin sound come in "Insonnia". Il suono della chitarra parte da una timbrica che risuona della migliore tradizione jazzistica, per arrivare ad un tono e a un fraseggio più moderno con inflessioni rockeggianti, salvo ritornare, in seguito, sui suoi passi e dirottare su accenti sofficemente acustici o stringenti e pieni di swing.
Accanto al leader figurano Domenico Cacciatore al basso e Roberto Pistolesi alla batteria, due compagni di tante avventure, uniti da una lunga frequentazione reciproca. Di rinforzo sono reclutati Gianni Gebbia in "Oud", il pezzo migliore del disco, contraddistinto da un'atmosfera etno-folk, arabeggiante, con il contralto a guidare le danze, tagliente e sinuoso.

In "Orange trip" è Giampiero Risico con il flauto a fischio, strumento in uso nella musica popolare del nord Europa, a incunearsi e a caratterizzare piacevolmente il brano. In "Tangolino" è il pianoforte di Mauro Schiavone a duettare con la chitarra in una melodia accorata e malinconica. E' un botta e risposta senza accompagnatori, in cui tanto si dice, ma altrettanto si sottintende. Stefano D'Anna anima, invece, "The elephant jump" tirando avanti la band con un sax tenore pressante e brioso.
Costa ha la mano leggera e sa essere gradevole e orecchiabile. Per mezzo di questo disco compie una sorta di itinerario fra quadri diversi, ognuno con una propria fisionomia. L'idea compositiva è costantemente indirizzata verso il facile ascolto, preferendo le soluzioni meno complicate, in ogni circostanza, ai tragitti più tortuosi. La musica di questo disco è, in conclusione, senza ambizioni particolari, disimpegnata, conciliante, ma garantisce quarantotto minuti di un sound misurato e privo di asprezze, adatto per essere sentito anche da un pubblico senza una preparazione specifica. (Gianni Montano per "Jazzitalia")

1. Chimera
2. Orange trip
3. Duke my dog
4. Insonnia
5. Two world dance
6. Oud
7. The elephant jump
8. Blues for G.C.
9. Minianimali
10. Tangolino

Lino Costa - chitarre
Domenico Cacciatore - basso
Roberto Pistolesi - batteria

Ospiti:
Giampiero Risico - tin whistle
Gianni Gebbia - sax alto
Stefano D'anna - sax tenore
Mauro Schiavone - pianoforte